BANDITO MESINA ALL'ISOLA?
LA POLIZIA: "SCANDALOSO"
«Nessuno mi ha ancora ufficialmente contattato, ma se dovessi partecipare all'Isola dei famosi non vorrei trovarmi nelle sabbie mobili o in mezzo ai serpenti». Così Graziano Mesina, raggiunto al telefono dall'ANSA, pur restando molto abbottonato, commenta l'indiscrezione apparsa oggi su un quotidiano sardo di una sua possibile partecipazione alla prossima edizione del reality show condotto da Simona Ventura. L'ex primula rossa del banditismo sardo - ora un uomo libero dopo la grazia concessagli dall'ex presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi - spiega di non essere stato contattato direttamente, ma rinvia ogni decisione a quando riceverà una proposta ufficiale (lasciando intendere che non vi sia stato un contatto diretto ma qualche «sondaggio» con persone a lui vicine). «Ho letto anch'io la notizia sui giornali, ma per ora non c'è niente. Se mi chiameranno, vedremo. Devo fare alcune valutazioni - conclude Mesina - sia sul posto dove si svolgerà la trasmissione, sia sul senso della mia eventuale partecipazione». Quello che negli anni '60-70 era stato definito il «re del Supramonte» non vorrebbe probabilmente che il suo nome venisse sfruttato per riproporre in chiave di reality l'immagine del bandito «senza macchia e paura», pronto a testimoniare che «il pericolo era il mio mestiere».
LO SCOOP DELLA NUOVA SARDEGNA «Da famoso dell'isola all'Isola dei famosi». Comincia così l'articolo col quale il quotidiano di Sassari La Nuova Sardegna annuncia la partecipazione di Graziano Mesina, ex primula rossa del banditismo sardo, al reality show condotto da Simona Ventura. Il quotidiano riporta le notizie raccolte a Orgosolo, il paese natale dove Mesina è tornato dopo aver passato in carcere 40 dei suoi 67 anni. Mesina, però, non conferma. «Si vedrà a gennaio!» le uniche parole pronunciate dall'ex bandito, mentre persone a lui vicine sembrano convinte della sua partecipazione all'Isola dei famosi. Dopo la grazia concessagli dal presidente Ciampi nel 2004, Mesina è tornato in Barbagia dove accompagna i turisti in escursioni sul Supramonte di Orgosolo, che fu teatro delle sue gesta banditesche. La produzione del programma, Magnolia, interpellata sulla vicenda, non conferma.
I POLIZIOTTI PROTESTANO «È scandaloso e immorale che i soldi versati dai cittadini alla tv pubblica finiscano nelle tasche di un sequestratore». A sostenerlo è Franco Maccari, Segretario Generale del Sindacato di Polizia Coisp commentando la notizia della partecipazione di Graziano Mesina al reality show della Rai 'L'Isola dei Famosì. «Mentre gli uomini delle Forze dell'Ordine -rileva- sono impegnati ogni giorno nella repressione del crimine, ma anche in tantissime iniziative di prevenzione che puntano soprattutto ad affermare la cultura della legalità, in particolare nelle nuove generazioni, in Italia accade che la tv di Stato invita al suo show in Nicaragua un noto bandito, che avrà così l'occasione di diventare un nuovo 'eroè e ritrovare la fama conquistata durante la drammatica stagione dei sequestri di persona in Sardegna». «La Rai -conclude Maccari- deve assolutamente revocare l'eventuale ingaggio a Mesina, perchè ciò costituisce un insulto a tutte le Forze dell'Ordine, alle tante persone che hanno sofferto per i sequestri nel nostro Paese e a tutti i cittadini onesti».
AIART DURA «I reality ci hanno abituato agli eccessi, ma è chiaro che la presenza di Mesina è funzionale solo a far parlare dell'Isola dei Famosi. Di sostanza non c'è nulla. Ogni uomo ha diritto al riscatto, alla redenzione. Ma quale esempio si dà ai giovani? ». Lo afferma Luca Borgomeo, presidente dell'associazione di telespettatori cattolici Aiart. «Di fronte alla crisi dei reality non si riesce a far di meglio che chiamare un galeotto - continua Borgomeo - Il servizio pubblico precipita sempre più in basso».
MARIA BURANI PROCACCINI PROTESTA Non mi pare che sia corretto dare i soldi del canone pubblico a chi si è macchiato di reati odiosi come il sequestro di persona: chiedo alla Rai di revocare l'ingaggio di Graziano Mesina per 'l'Isola dei Famosi». Lo afferma Maria Burani Procaccini, già presidente della Commissione Bicamerale Infanzia, che aggiunge: «Che esempio diamo ai nostri bambini? Davvero la Rai può permettersi di fare spettacolo a tutti i costi, ingaggiando anche ex sequestratori ed elevandoli al rango di star?».
FONTE LEGGO